Incontro con Terna a Domo

Lunedì 25 maggio, ore 10.30 a Domodossola presso il Centro Servizi Volontariato in vicolo Facini n°4 (piazza Chiossi), incontro indetto da Legambiente Centro del Sole Verbania con l'ing. Adel Motawi di Terna SpA, per fare il punto sul progetto INTERCONNECTOR Svizzera-Italia 380 kV “All’Acqua-Pallanzeno-Baggio”, in fase di verifica presso il Ministero dell’Ambiente.

  
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E' la prima volta che un alto funzionario TERNA da la propria disponibilità ad intervenire qui in Ossola per ascoltare la voce delle associazioni ambientaliste e dei comitati di cittadini.

“Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA”, in occasione di questo incontro, ribadisce le proprie posizioni riguardo l’opera in discussione.

Questo elettrodotto è un’opera mastodontica inutile. Non serve ai cittadini italiani che non necessitano di ulteriore approvvigionamenti di corrente elettrica dall’estero, tanto meno proveniente dalle centrali nucleari in dismissione della vicina Svizzera.

Inoltre, INTERCONNECTOR Svizzera-Italia 380 kV in argomento non darà nessun vantaggio alle popolazioni locali, le quali vedranno invece il proprio territorio inesorabilmente e per sempre deturpato da nuovi e più grandi tralicci in altissima tensione (380.000 Volt), mai sperimentati prima d’ora in Valdossola.

Queste nuove linee elettriche aeree a 7 cavi di acciaio avranno un impatto visivo devastante perché attraverseranno gli ultimi lembi di natura integra, monti e valli, creste e cime inviolabili, pascoli, boschi, foreste e laghetti alpini, itinerari transfrontalieri per l’escursionismo e l’alpinismo, nostre risorse e nostri patrimoni ambientali che invece dovrebbero essere disponibili per uno sviluppo turistico di tipo sostenibile.

I consumi nella nazione sono in continua diminuzione almeno dall’anno 2009 a tutt’oggi, ed anche la produzione di corrente elettrica risulta in calo per stessa ammissione delle fonti di Terna e di Enel. Quest’opera come del resto gli altri Interconnector progettati ed in fase di realizzazione in Italia sono a nostro avviso una sola fonte di business e di interessi economici privatistici, da collocare sul mercato dell’energia internazionale per migliorare i profitti aziendali e degli azionisti. Non sono assolutamente delle opere di importanza strategica nazionale come si vuol far credere.

Non sono state tenute in nessun conto le obiezioni dei comitati di cittadini, avversi all’opera o comunque contrari ad ulteriori devastazioni del territorio, iniziate già agli inizi del ‘900 con le dighe e gli impianti idroelettrici alpini della Formazza, Devero, Antrona, ecc … Salviamo il Paesaggio Valdossola riconosce l’importanza, il valore economico ed il benessere che le centrali ossolane hanno saputo dare alla nazione nel passato e che continuano a darci nel presente, ma contestualmente fa notare che questa terra ha già dato tanto in termini di risorse ambientali e continua a dare tanto con tutti i progetti avviati per il mini-idroelettrico o già realizzati con le centraline private.

Non c’è più spazio per ulteriori opere che trasfigurano il paesaggio e l’ambiente.
Le aree protette da leggi nazionali (Parco della Val Grande), regionali e comunitarie tutelate dalla Rete Natura 2000 (Direttive “Habitat” 92/43/CE e “Uccelli” 2009/147/CE) sono direttamente interessate dal tracciato di INTERCONNECTOR Svizzera-Italia 380 kV, ma sono aree protette sottoposte a vincolo ambientale e paesaggistico, garantito dalla Costituzione italiana e dall’Unione Europea. Questi valori naturalistici che rappresentano la principale risorsa economica del territorio ossolano non sono stati minimamente valutati dal progetto e dallo studio di V.I.A.

La centrale di conversione elettrica di Pallanzeno (VB) si estenderà su un’area di 115.000 mq (pari a 11 campi da calcio) con capannoni industriali senza decoro architettonico alti fino a 20 metri da terra e sopraelevati per il rischio di esondazione della Toce. Non sono stati tenuti in considerazione né l’impatto paesaggistico sul fondovalle e sui paesi limitrofi, né il rischio elettromagnetico sugli abitanti, né i vincoli da uso civico comunali, né l’importanza delle coltivazioni esistenti, né il consumo definitivo di suolo, nemmeno gli appelli dei Sindaci. Questa centrale servirà a trasformare la corrente alternata in arrivo dalla Svizzera in corrente continua a 380.000 Volt da spedire a Milano, dove verrà nuovamente riconvertita in corrente alternata per la distribuzione. Tecnicamente, pare quanto meno un azzardo.

Si chiede infine il rispetto dell’accordo del 2009 sottoscritto da Terna e dalla Regione Piemonte riguardo la Razionalizzazione delle linee elettriche della Valle Formazza a 220 kV, quale compensazione dell’elettrodotto Trino-Lacchiarella già in funzione. Chiediamo che detta razionalizzazione (che prevede l’interramento parziale delle linee elettriche da sopra i tetti delle abitazioni del Comune di Formazza) venga effettuata con le necessarie modifiche per non dover necessariamente impattare sul paesaggio delle creste, dei laghi e degli alti pascoli alpini ancora incontaminati dal giorno della loro Creazione.

Si ricorda in conclusione che Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA aderisce al “Coordinamento Nazionale No Elettrodotti Inutili” nato recentemente sul social network FB che raccoglie più di 3500 cittadini firmatari e una trentina di comitati e di associazioni spontanee che si stanno battendo dalla Sicilia alle Alpi, dall’Adriatico al Tirreno contro i numerosi progetti di TERNA in costruzione o da costruire sul territorio italiano.

Gli argomenti e le motivazioni sull’inutilità di queste grandi opere sono gli stessi di quelli evidenziati da Salviamo il Paesaggio Valdossola per INTERCONNECTOR Svizzera-Italia 380 kV: un ambiente naturale deturpato da installazioni industriali perenni; un territorio contaminato da campi elettromagnetici in altissima tensione; una cementificazione delle aree coltivate a danno di un’agricoltura produttiva e di qualità; un paesaggio fantastico che tutto il mondo ci invidia e che rappresenta la principale fonte di benessere delle persone imbruttito e immolato sull’altare del profitto di pochi.

Il Coordinamento Nazionale No Elettrodotti Inutili ha lanciato una petizione on-line diretta al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento, per esortarli ad individuare una nuova politica energetica che “rispetti l’ambiente, la salute dei cittadini, le economie rurali del territorio fondamentali per la vita e lo sviluppo delle comunità”.
https://www.change.org/p/nuovi-elettrodotti-grandi-opere-devastanti-usiamo-il-denaro-dei-cittadini-per-manutenere-la-rete-esistente
“Un territorio non è risarcibile per un’opera paragonabile ad uno scempio ambientale e paesaggistico”

Comitato locale Salviamo il Paesaggio Valdossola
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